Sanremo. Come da consuetudine, anche quest’anno Riviera24.it realizzerà pagelle sulle serate del Festival di Sanremo. Senza avere la presunzione di dare giudizi assoluti, ma con lo spirito critico che appartiene a ciascuno di noi, oggi proponiamo i voti relativi alla prima serata, quella di martedì 2 marzo.

Fiorello. Nulla da eccepire: dai nomi delle dita dei piedi alla lambada con Amadeus, Fiorello è il vero mattatore della kermesse canora. Canta bene, recita benissimo e improvvisa ancora meglio. Voto: 10.

Amadeus. Bravo, soprattutto quando è in coppia con l’amico fraterno. Ma il suo Festival resta troppo lungo. Voto: 8.

Matilda De Angelis. Bravissima, per carità, ma che noia. La scena del “bacio” ha sfidato pure le poltroncine del Teatro Ariston che hanno rischiato di abbioccarsi. Voto 6 e mezzo.

Annalisa. Mezza Italia è andata a dormire con un quesito rimasto sospeso: aveva o non aveva la parte sotto del “vestito”? Voto. 5.

Max Gazzé. Da uno che scomoda Leonardo Da Vinci e i Beatles ci saremmo aspettati di più. Voto: 6 e mezzo.

Zatlan Ibrahimovic. La sua funzione sul palco nessuno l’ha capita. Probabilmente nemmeno lui. Voto: 4.

Maneskin. Sono giovani e forse non hanno troppi riferimenti musicali, se non se stessi: visto che la canzone in gara sembra la somma di due loro canzoni passate. Voto: 4.

Coma Cose. Dal Festival allo Zecchino d’Oro è un attimo. Voto: 3.

Francesca Michielin e Fedez. Dopo aver rischiato di essere quasi eliminati per un video su Instagram, sono i favoriti del Festival. La coppia gioca facile con una canzone che entra in testa, pur non essendo un capolavoro. Comunque bravi. Voto: 7

Diodato. Torna sul palco dell’Ariston e fa capire che il Festival del 2020 non potrà essere ripetuto. Vincitore bis fuori gara. Voto: 8.

Berté. La regina del rock sembra ormai la caricatura di se stessa. Ha grinta, ma le manca la voce. In compenso ha gambe che fanno invidia alle ventenni. Voto: 5.

Achille Lauro. Quando si vuole strafare, si supera ogni soglia. Anche quella di ogni umana comprensione. Voto: 5.

Francesco Renga. Il lockdown ha segnato anche lui e si vede. E si sente. Voto: 4.

Arisa. Bravissima. Porta sul palco la sua voce e regala emozioni. Voto: 7 e mezzo.

Fasma. Dopo lo scorso anno, il ragazzo cresce. Ora sarebbe il caso di togliergli i giocattoli tipo l’autotune. Voto: 5 e mezzo.

Madame. Porta qualcosa di nuovo che ai giovani piace. Voto: 6 e mezzo.

Carrello per i mazzi di fiori. In un Festival a prova di Covid, dove chi sale sul palco è stato “tamponato” mille volte, dove non mancano i baci e gli abbracci, il fatto che i fiori arrivino su un carrellino per non essere toccati, come se sopra il carrellino ci salissero da soli, suona un po’ troppo come una presa per i fondelli. Voto: 1.

Giuria demoscopia. Dovrebbe essere composta da 300 abituali consumatori, in teoria di musica, ma nella realtà si nutrono forti dubbi. Voto: 2.