Sanremo. «Noi stiamo lavorando per il 2 marzo, per me la data deve essere dal 2 al 6 marzo, dobbiamo esser in grado di dare al pubblico un festival assolutamente con tutte le regole sanitarie, perché la salute è la cosa più importante e nessuno deve essere messo a rischio, ma dobbiamo lavorare tutti insieme, con la Rai, con i tecnici, affinché tutti siano in sicurezza ma il festival sia il più normale possibile». Lo ha detto Amadeus, direttore artistico e conduttore di Sanremo 2021, ai microfoni di Rtl 102.5, rispondendo a una domanda sulle date del Festival, che vedrebbe tutti avanzare compatti tranne l’ad della Rai Fabrizio Salini: «Sanremo – ha ribadito – non si può fare senza pubblico, in un Ariston vuoto. E voglio anche i giornalisti in sala stampa».

«Svuotare Sanremo è la cosa più facile del mondo, ma non è Sanremo. Dobbiamo provarci per far sì che sia tutto nella situazione più normale possibile»: è la riflessione di Amadeus che spiega: «L’idea è di creare una bolla per il pubblico, devono essere sempre le stesse 500 persone che di giorno stanno su una nave dove passeranno una bella settimana di vacanza e poi la sera vengono portate con piccoli pulmini all’Ariston e poi ricondurli sulla nave. Ci stiamo seriamente lavorando». Praticamente chi vorrà seguire il Festival dal vivo dovrà mettere in stand by la sua vita. Per tacere dei costi che una simile operazione potrebbe costare. Quanto costerà un biglietto? Pagheranno gli sponsor?

Parlando dello show avverte: «Con 26 brani in gara non si andrà a dormire prima della 2». Mentre conferma il sogno Abba: «Averli al Festival rientra nei desideri, chi non li vorrebbe. Ne ho anche altri. Anche lo scorso anno ho fatto incontri con tanti nomi che poi non si sono concretizzati perché o non erano in Italia, o non è stato possibile o per motivi di budget…». E stuzzica la curiosità, buttando lì: «Spero di avere un’altra reunion», dopo che nella scorsa edizione ha ospitato quella dei Ricchi e Poveri, anticipando che «ci saranno momenti di omaggio e ricordo di alcuni nomi che chi hanno lasciato nel 2020 e che non dimenticheremo mai».

La scelta del cast va in una chiara direzione, quella della centralità della canzone italiana: «Quando mi sono arrivate le proposte ho capito che c’era qualcosa di forte in un mondo giovane che io conosco un po’ perché ascolto radio e musica, un po’ perché ho due figli di 23 e 12 anni e quindi sono aggiornato. Perciò ho capito che era un mondo emergente e fortissimo. Emergente ma già conosciuto al grande pubblico, soprattutto dei ragazzi. Sanremo deve guardare avanti, non indietro». Ed ecco un altro punto su cui sta molto battendo Amadeus, quello della ripartenza: «Questa è l’edizione 70 più uno, è come una rinascita anche musicale. Dobbiamo proporre quegli artisti che tra tre anni siano i nuovi Celentano, Bindi, Jannacci: è quello che io auguro a questi ragazzi»

Fonte La Stampa